la copertina

Ho voluto dare il titolo a <Lu Pani di casa> perché in esso trovo momenti, costumi e figure di un tempo passato che ha dato radici, profonde e vive, alla nostra cultura. E ho voluto esprimermi in siciliano per amore alla lingua, alla terra di Sicilia, quest’isola bella, ma amara; che ci ubriaca di sole, c’intristisce di pena, c’infiamma di amore.

Spero tanto che -nei giovani soprattutto- questi… canti rusticani suscitino, per dirla col Sciascia nella presentazione di Kermesse, “amore al luogo in cui si è nati, alle persone, alle cose, alle parole di cui la nostra vita, nell’infanzia e nell’adolescenza, si è intrisa“; e riscoprano il senso antico, vivo e profondo, del pane, che la società del benessere e dei consumi non deve farci dimenticare e che, in ogni caso, resta quello dei nostri padri consegnatoci dal Maestro di tutti i tempi nella preghiera al Padre, “dacci oggi il nostro pane quotidiano…

Angelo La Vecchia

dalla presentazione del libro

leggi la posesia “Lu Pani di Casa!”